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«Il Sud Italia mafioso» Consigliere di Ugento nel Salento querela Borghezio

Sud Italia? «Improduttivo e mafioso», la «palla al piede» del Nord: vendiamolo agli americani. È la proposta-choc che l’europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio ha lanciato ai microfoni della trasmissione on-line «Klauscondicio» qualche giorno fa. Parole che hanno suscitato molte reazioni negative, tra cui quella del consigliere comunale di Ugento Angelo Minenna (Pdci), che non si è fermato ai commenti ma è andato oltre, depositando in Procura una querela per diffamazione. Uno scatto d’orgoglio da cittadino meridionale che, anche se non dovesse avere gli effetti sperati, «è comunque un atto dovuto», come spiega lo stesso esponente politico.

«Il signor Mario Borghezio», scrive il consigliere nella querela, «si è pronunciato con le seguenti ingiuriose, e al limite della calunnia, affermazioni: “Fossi in Monti metterei sul mercato anche Napoli e la Sardegna. Con quei soldi potremmo alleggerire il nostro debito che, tra l’altro, mica l’han fatto gli operai della Fiat o i piccoli imprenditori del Veneto o del Nord Est. L’hanno fatto loro (riferendosi a tutti i cittadini italiani e meridionali nello specifico) con le loro pensioni facili di invalidità, con gli amici politici, con le loro mafie, il loro assalto alla diligenza, le loro finanziarie che ogni anno spolpavano un po’ di più le casse dello Stato”».

Affermazioni, secondo Minenna, lesive della dignità e dell’onorabilità dei salentini, dei meridionali, degli italiani e «di tutti quei cittadini e quei lavoratori del Sud che vivono, lottano e soffrono, e si alzano tutte le mattine per portare onestamente il pane a casa, garantendo un’esistenza dignitosa per sé e per la propria famiglia, liberi da imbrogli di sorta e lontani da ogni cultura o legame mafioso».

«Se dovesse arrivare una condanna», chiude l’esponente comunista, polemico anche per l’assenza di contraddittorio durante l’intervista, «il risarcimento sarà ovviamente devoluto in beneficenza. Ma sarebbe bello che Borghezio si scusasse con tutti i meridionali».

di Pierangelo Tempesta www.lagazzettadelmezzogiorno.it