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Usa, dazi fino al 100% per alcuni prodotti europei, anche italiani

L’amministrazione Trump passa dalle dichiarazioni bellicose ai fatti. E dopo le tante minacce di porre un freno alle importazioni attraverso l’introduzione di nuovi dazi si profila il varo della prima concreta misura di stampo protezionistico. Secondo il Wall Street Journal l’amministrazione Usa sta infatti valutando di imporre dazi punitivi del 100% su prodotti come gli scooter Vespa (Piaggio), l’acqua Perrier (Nestlé, che produce anche la San Pellegrino) e il formaggio Roquefort in risposta al bando Ue sulla carne di manzo Usa di bovini trattati con gli ormoni.
La ritorsione
Dietro la misura ci sarebbero le proteste dei produttori di carne di manzo americani, secondo i quali l’Ue non ha aperto abbastanza i propri mercati alla loro carne di manzo non trattata con gli ormoni, come prevedeva un accordo del 2009.

Dazi e fisco nell’incontro di politica economica
Intanto, dopo la sconfitta subita sulla sanità e sull’abrogazione dell’Obamacare Donald Trump serra i ranghi e sposta l’attenzione su un altro cruciale obiettivo della sua amministrazione, ovvero la riforma del sistema fiscale. Come si legge sul sito di Bloomberg News, il presidente americano incontrerà i suoi collaboratori, tra cui Gary Cohn, numero uno del National Economic Council, per sentire quali siano le opzioni possibili per portare avanti in tempi brevi la riforma. Una delle questioni chiave sul tavolo saranno proprio i dazi doganali e le tasse sulle importazioni: lo speaker della Camera Paul Ryan ha sostenuto una proposta per sostituire all’attuale aliquota del 35% sugli introiti corporate con un tributo del 20% sulle vendite interne e i beni importati, mentre le esportazioni sarebbero esentate. Secondo indiscrezioni, Trump riceverà anche aggiornamenti su un piano proposto dall’ex deputato Dave Camp nel 2014, che potrebbe essere rispolverato e che prevede la riduzione dell’aliquota corporate al 25% e l’eliminazione di alcuni crediti ficali e deduzioni. La Casa Bianca prenderà in considerazione anche altre opzioni, in modo di arrivare a una bozza di legge in grado di superare le divisioni del Congresso. Il portavoce del presidente Sean Spicer ha fatto sapere che il piano per la riforma fiscale sarà concentrato sulla creazione di posti di lavoro e sulla crescita economica, piuttosto che sul riequilibrio dei conti.

La reazione di Confindustria
«Le politiche protezionistiche preannunciate dal neo presidente Usa Donald Trump costituiscono un forte rischio al ribasso per le prospettive del commercio globale. L’abbandono o la riformulazione dei grandi trattati commerciali (Ttp, Ttip e Nafta) e l’introduzione di tassazione all’importazione di merci potrebbero innescare ritorsioni da parte di altri paesi, via barriere tariffarie e svalutazioni competitive, con un effetto domino per l’intera economia globale». È l’allarme lanciato dal Centro studi Confindustria, secondo cui comunque «la tendenza al protezionismo non è una novità, visto che costituisce una delle cause principali del rallentamento degli scambi mondiali».